La nostra storia
Un primo momento di interesse
per l'arte bonsai nasce a Livorno in seno ad un gruppo di Pittori e Scultori
nello “Studio5”, particolarmente interessati sono Carlo
Bazzali e Domenico Landi insieme al collega Carlo Oddone, insostituibile
nel rafforzare i nascenti entusiasmi
livornesi.
Iniziano a sperimentare le discipline bonsai, incontrando tutte
le difficoltà presenti in un mondo ancora in fase pionieristica;
non esistono, infatti, pubblicazioni sul materiale tecnico o sulla ricerca.
Il Bonsai suscita interesse e a Bologna, nel 1979, viene organizzato il
1° Congresso Nazionale che vede l'adesione e la presenza di numerosi
appassionati provenienti da varie città italiane.
Viene costituita l'A.B.I. (Associazione Italiana Bonsai) in cui
Bazzali e Landi, soci fondatori, sono inseriti nel Consiglio Direttivo.
Il movimento livornese si candida per la realizzazione e l'organizzazione
di una grande Mostra Nazionale Bonsai che evidenzi e pubblicizi la nascente
realtà italiana; è il giugno 1980, il luogo è il
parco di Villa Mimbelli, sede del Museo Fattoriano.
Il successo di pubblico e di critica supera le più rosee aspettative:
è pur sempre il primo esperimento di questo tipo a livello nazionale.
L'inizio di una lunga storia!!
Lo Studio Bonsai Livorno comincia così la sua strada
di partecipazione e di arricchimento che lo colloca tra le realtà
più
attive ed interessanti del paese.
La continua tensione di ricerca fa sì che alcuni esemplari
di fattura tradizionale vadano ad arricchire famose collezioni come il
Museo Franchi di Pescia, il Crespi Bonsai Museum di Milano, nonché
collezioni private in tutta Europa.
L'attività del gruppo livornese viene spesso incoraggiata
anche da prestigiosi riconoscimenti come il 1° premio alla 5ª
Mostra Nazionale
di Legnano , assegnato ad un Quercus Ilex preparato a Livorno, con giudice
unico il Maestro Ogasawara di Tokyo che ne cura, inoltre, la pubblicazione
sulla rivista ufficiale della Nippon Bonsai Association.
Nasce all'interno del gruppo livornese la forte esigenza
di cercare una nuova via nella interpretazione dell'arte bonsai.
Si mantiene il rispetto dei canoni tradizionali, ma si va
alla ricerca di qualcosa di più consono alle esigenze
ed alle particolarità della cultura mediterranea ed italiana.
Intorno a Carlo Bazzali, vivace animatore del gruppo, si
crea quasi una nuova "corrente di pensiero" bonsaistico; le
sue esperienze pittoriche e grafiche lo spingono a compendiare, nella
nuova tecnica, sensazioni artistiche diverse, in un'armonia emotiva che
crea un impatto, senza dubbio, suggestivo.
Tutto ciò ha avuto anche momenti di contrapposizione
con defezione dei "puristi"; tuttavia, il gruppo si impegna
in questa linea di ricerca che, come tutte le novità, prima è
criticata, poi discussa, infine adottata.
La crescita bonsaistica ha portato alla presa di coscienza
che l'evoluzione delle tecniche, nel rispetto della tradizione prorpia
di questa arte orientale, è il naturale sfogo per la cultura
italiana.
A riprova di questo alcuni esponenti cittadini e non, pur
esternamente al Club, hanno offerto la loro collaborazione; soci e rappresentanti
dello S.B.L. sono chiamati a dimostrazioni presso altri Club toscani e
nazionali e a dimostrazioni di tecniche Bonsai in seno a manifestazioni
nazionali come la Mostra Biennale del Fiore di Pescia.

Cronistoria